AUKEY VR-O3

Un assaggio di realtà virtuale alla portata di tutti

Fabio Esposito

Recensione

Di realtà virtuale, ma anche di realtà aumentata, si è sentito molto parlare negli ultimi anni, soprattutto da quando un progetto lanciato inizialmente su Kickstarter e successivamente acquistato direttamente da Zuckerberg, chiamato Oculus Rift, ha dato nuova linfa ad una tecnologia che più volte nel corso degli anni ha provato a fare capolino, perlopiù senza successo, all’interno del settore dell’intrattenimento domestico.

Realizzare un buon sistema di realtà virtuale non è cosa da poco, richiede l’implementazione di numerose tecnologie all’interno di un dispositivo in grado di stare comodamente attaccato al nostro viso. Servono dei display ad alta risoluzione per non avere immagini sgranante, dei buoni sensori per determinare in che direzione stiamo guardando ed assicurarsi che al movimento della testa corrisponda un movimento “analogo” della visuale, pena una spiacevole sensazione di nausea. Serve inoltre un ampio campo visivo, altrimenti più che di realtà virtuale si potrebbe immaginare di trovarsi dietro un oblò virtuale. Infine, se il sistema deve anche accollarsi il compito di elaborare le immagini da visualizzare, serve anche una notevole potenza di calcolo per non avere immagini eccessivamente a scatti che disturberebbero la sensazione di immersione all’interno della realtà virtuale.

aukey vr o3 scatola in cartone riciclabile

Appare quindi chiaro come mai molti di questi dispositivi come l’Oculus Rift, l’HTC Vive o il Sony PlayStation VR abbiano un costo che oscilla tra i 1.100 ed i 400 € a seconda del modello e delle sue prestazioni (senza considerare il costo del PC o della PS4 da includere per poterli utilizzare).

A questo punto ci si potrebbe chiedere come mai stiamo recensendo un prodotto per la realtà virtuale da 20 € come l’AUKEY VR-O3. A differenza dei sistemi più costosi, questo di AUKEY è in realtà una semplice maschera, con delle lenti, al cui interno deve essere posizionato il visore, che in questo caso è semplicemente il nostro smartphone. Quindi il suo compito è quello di permetterci di utilizzare l’hardware, il display ed i sensori posizionati all’interno del nostro telefono come un sistema per la realtà virtuale, garantendo la giusta comodità di utilizzo. Dopo questa lunga ma doverosa premessa, passiamo quindi a descrivere l’oggetto di questa recensione.

aukey vr o3 set

L’AUKEY VR-O3 è composto da tre elementi: maschera porta-smartphone, guarnizione per adattarsi al viso ed elastici per fissarlo alla testa. All’interno della maschera porta smartphone sono posizionate anche le lenti per rendere possibile la messa a fuoco a breve distanza del display da parte degli occhi. La maschera è realizzata in plastica dura di colore nero. Sulla parte frontale, lucida, è stampato il marchio AUKEY, sui lati presenta due rotelle per regolare la distanza del display dagli occhi (utile per compensare la lente sugli eventuali difetti di vista dell’occhio) mentre sulla parte superiore ci sono la rotellina per regolare la distanza tra le due lenti, le prese d’aria per non far appannare le lenti ed il pulsante di sgancio dell’alloggiamento per lo smartphone. All’interno dell’alloggiamento ci sono delle piccole ventose utili a mantenere in posizione il telefono all’interno del visore anche in caso di movimenti bruschi della testa.

aukey vr o3 prese d'aria, tasto di apertura alloggiamento e rotella regolazione distanza focale

La guarnizione è realizzata in una simil-pelle traforata traspirante ed è abbastanza comoda su tutto il viso, salvo un punto, il naso. La guarnizione è sagomata per fare spazio al naso ma è anche il punto del visore in cui lo spessore della guarnizione è minimo e questo non ha molto senso visto che il naso è proprio il punto più sporgente del viso. Infine ci sono gli elastici per fissare il visore alla testa. Sono tre, due laterali ed uno superiore e permettono di trovare facilmente il giusto ancoraggio, sono ben realizzati: non tirano sui capelli e non danno fastidio mentre si indossa il visore.

aukey vr o3 vista posteriore con guarnizione ed elastici

Nel complesso, pur non offrendo molto di più di quello che potrebbe un Google Cardboard, è sicuramente più professionale nel look e nei materiali, anche se come abbiamo detto qualche limite sull’ergonomia c’è.

Caratteristiche e funzionalità

Passando alle caratteristiche dell’AUKEY VR-O3 possiamo dire che è molto utile la possibilità di regolazione sia della distanza del display tramite le rotelle laterali sia quella della distanza oculare tramite la rotella superiore. Entrambe sono fondamentali per ridurre lo stress sulla vista e rendere più fruibile e piacevole l’esperienza ad un’ampia gamma di utenti. Qualche problema c’è per chi soffre di presbitismo (chi ha difficoltà a mettere a fuoco da vicino), in quanto anche spostando il display alla massima distanza consentita potrebbe essere difficile riuscire a mettere a fuoco l’immagine. Per chi è miope il problema è minore, fino a 4 diottrie in meno si riesce a visualizzare un’immagine abbastanza nitida posizionando il display il più vicino possibile al viso.

All’interno dell’alloggiamento per lo smartphone è possibile posizionare telefoni che abbiano una dimensione compresa tra 4 e 5,5”. Chiaramente, più ci si avvicina ai 5,5” meglio è ed allo stesso tempo uno smartphone con display dalla risoluzione molto elevata permetterà di avere immagini nettamente migliori rispetto ad uno a risoluzione inferiore.

Una funzionalità che non è presente, ed è una piccola pecca, è un accesso al telefono per poter attivare i comandi che invece richiedono molte delle applicazioni compatibili con Google Cardboard. Il problema è risolvibile acquistando degli accessori Bluetooth come il Controller Wireless Bluetooth. A dire il vero, a fronte della minima spesa extra si ha un sistema di controllo decisamente più comodo, quindi non tutto il male viene per nuocere in questo caso.

Utilizzo

L’utilizzo di un visore del genere per chi non ne ha mai avuto esperienza può dare le reazioni più disparate. Se riuscite a trovare la giusta posizione delle lenti, ed avete uno smartphone in grado di seguire adeguatamente i movimenti della testa durante la riproduzione non dovreste percepire un senso di nausea. Se avviene anche se la visuale è ottimale e non ci sono problemi di tracciamento della direzione in cui stiamo guardando normalmente la sensazione è solitamente passeggera e svanisce dopo qualche minuto; giusto il tempo che occorre al cervello per collegare l’immagine con i nostri movimenti e di “ritararsi”.

Personalmente, da leggermente miope, non ho avuto problemi a trovare una posizione delle lenti ottimale e che non mi desse fastidio alla vista. Con un utilizzo da qualche minuto ad una mezzora non si sono manifestati problemi di nausea neanche in caso di azioni molto concitate e movimenti rapidi della testa ad esempio per distruggere le astronavi nemiche di qualche videogame…

Il test lo abbiamo effettuato con due telefoni differenti, un iPhone 5S da 4” ed un Samsung Galaxy Note 4 da 5,7”. Un’altra differenza tra i due dispositivi è la risoluzione, che nel caso dell’iPhone 5S è di 1136 x 640 px con 326 dpi mentre per il Note 4 è 2560 x 1440 px e ben 515 dpi. Con lo smartphone di dimensioni più piccole abbiamo notato qualche problema con l’ancoraggio dato dalle ventose: nel caso di movimenti rapidi della testa il telefono si è spostato all’interno dell’alloggiamento, causando una deformazione delle immagini e costringendoci a sistemarlo nuovamente prima di proseguire con l’utilizzo. Il Note 4 lo abbiamo provato invece per due ragioni: perché era il telefono più grande di cui disponessimo e per valutare se la differenza di risoluzione è percepibile. La buona notizia è che nonostante sia anche più grande di quanto raccomandato, trova comunque posto all’interno dell’alloggiamento (peraltro non è possibile che si sposti perché non ha fisicamente spazio per farlo). L’unico problema che si ha a quel punto è che una piccola parte dello schermo diventa più difficile da vedere, ma si parla di pochi millimetri e non crea assolutamente alcun disturbo. Qualche differenza a livello di risoluzione è percepibile tra i due schermi, ma è anche vero che non sono molti i casi in cui effettivamente la sorgente, cioè il video che stiamo osservando o il gioco a cui stiamo giocando, abbia la risoluzione di 2560 x 1440 px. Per cui la differenza è comunque ridotta.

aukey vr o3 lenti

Prima dell’acquisto di questo prodotto è quindi bene tenere presente che parte della qualità e del piacere dell’esperienza virtuale deriva dal dispositivo che andremo ad inserire nell’alloggiamento. Più sarà potente e di grandi dimensioni, maggiore sarà anche la godibilità del visore. Una piccola nota: se il display dello smartphone è curvo, non può essere utilizzato con il visore, poiché le lenti non potrebbero mettere a fuoco correttamente tutta l’immagine.

Quello che a nostro avviso è un po’ limitante è la dimensione del campo visivo che è decisamente inferiore a quella “naturale” per cui si finisce con avere un po’ l’impressione di osservare la realtà virtuale attraverso una finestra. Questo non è però un difetto dell’AUKEY, ma è insito nel modo in cui questi visori funzionano, sfruttando il monitor di uno smartphone come display invece che due display ad alta risoluzione dedicati uno a l’occhio destro e l’altro all’occhio sinistro.

Un problema su cui si poteva fare sicuramente qualcosa di più è invece quello dell’ergonomia. Il limite di “una mezzora” di utilizzo infatti non è mai stato dovuto ad una sensazione di fastidio per nausea o mal di testa ma per la scomodità del visore sul naso (senza nemmeno avere un naso particolarmente pronunciato). Il problema sarebbe stato risolvibile con una sagomatura maggiore ed una imbottitura più spessa in quella zona.

Verdetto

L’AUKEY VR-O3 ci ha incuriositi molto sin dal momento in cui lo abbiamo provato per la prima volta. La realtà virtuale è divertente e con l’aumentare dei contenuti (video o esperienze virtuali) dedicate a questa siamo abbastanza sicuri che lo potrà essere anche in futuro. Il prezzo di acquisto gli permette di essere veramente un facile sistema per entrare nella realtà virtuale, soprattutto se si dispone di uno smartphone potente da abbinare. Non è qualcosa che si usa in modo assiduo soprattutto per la tipologia di contenuti disponibili, pertanto anche i difetti di ergonomia sono tutto sommato accettabili, anche se avremmo preferito non ci fossero! Giudizio complessivamente positivo quindi, AUKEY vi dà il benvenuto nella realtà virtuale.

PRO:

  • L’esperienza della realtà virtuale ad un costo minimo
  • Buona possibilità di adeguamento a distanze oculari e problemi di vista diversi
  • Presenza feritoie anti-appannamento
  • Buoni materiali ed elastici per fissare sulla testa molto comodi

CONTRO:

  • Ergonomia migliorabile
  • Mancanza di compatibilità nativa con le app Google Cardboard (serve un accessorio)

 

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Alternative

Di dispositivi simili ne sono presenti molti in commercio e più o meno tutti presentano problemi analoghi a quello dell’AUKEY. Se volete spendere ancora meno, magari per un regalo semplice e divertente, potete optare per un semplicissimo Google Cardboard, che è ovviamente compatibile con l’omonima app di Google ed ha un costo minore di 10 €, l'importante è non avere pretese di sorta. Nel valutare le alternative è fondamentale controllare che vi sia la possibilità della regolazione della distanza oculare e del display. Se questa non è presente infatti basta un minimo difetto di vista per non avere più un’immagine nitida.

Specifiche

Riportiamo qui di seguito una breve lista di specifiche dell’AUKEY VR-O3

  • Dimensioni: 21 x 14 x 12 cm
  • Peso: 481g senza smartphone
  • Regolazioni: distanza focale / distanza oculare
  • Dimensione smartphone ammessa: 4”- 5,5”

 

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