Xiaomi Mi Note 2

Presentazione dell'ultimo smartphone di fascia alta del brand cinese Xiaomi

Fabio Esposito

Xiaomi ha presentato pochi giorni fa il Mi Note 2, uno smartphone di grandi dimensioni, 5,7” che prende molta ispirazione dal quasi omonimo e ultimamente sfortunato modello di Samsung. Le origini cinesi del produttore non devono far pensare ad un modello per “le masse”, è a tutti gli effetti un telefono di fascia alta ed anche il suo prezzo di vendita al pubblico di 679 $ (riferendoci alla “Global Edition”) ne è testimonianza. Tuttavia per l’hardware che offre il prezzo è sicuramente ancora molto concorrenziale rispetto ai modelli di case più blasonate come Apple, Samsung, ASUS, Google o LG tanto per citarne alcuni. Se finora il brand cinese si è concentrato soprattutto sul mercato interno questo modello è invece pensato con un respiro più grande, grazie soprattutto al supporto di ben 37 standard LTE disponibili. Anche il nome della versione “Global Edition” la dice lunga in merito agli obiettivi di mercato di Xiaomi per questo dispositivo.

A livello di design la forma e le scelte di materiali sono paritetici a quelli di altri smartphone di alta gamma, non ha un look particolarmente personale ma è sicuramente piacevole alla vista ed al tatto, con la parte frontale e posteriore in vetro ed il profilo realizzato in alluminio. Le dimensioni sono di 156,2 x 77,3 x 7,6 mm ed un peso complessivo di 166 grammi. Al suo interno permette di inserire due nano-SIM ma non presenta alcuno slot per scheda di memoria SD.

Il processore utilizzato è il Qualcomm Snapdragon 821 con GPU Adreno 530, lo stesso dello Zenfone 3 Deluxe in alcuni mercati e del Google Pixel. Le prestazioni a livello computazionali e di grafica sono quindi elevate e supportate anche da una memoria RAM da 4 o 6 GB DDR4 a seconda della versione scelta. La memoria interna invece di 64 o 128 GB, quest’ultima però non è ulteriormente espandibile, su stile Apple.

Grande enfasi è stata posta sull’utilizzo di un display OLED curvo sui bordi, dalla risoluzione di 1920 x 1080 px, non all’altezza di alcuni competitor ma sicuramente più che sufficienti a godersi di immagini perfettamente nitide.

La fotocamera posteriore è la stessa dello Zenfone 3 Deluxe, una SONY IMX 318 con obiettivo a 6 lenti, un’apertura massima f/2.0 ed una risoluzione di 22,5 megapixel. Quello che è differente rispetto alla fotocamera dell’ASUS è il sistema di stabilizzazione delle immagini, esclusivamente elettronico, e non ottico ed elettronico. Sul retro è montato anche un LED flash a due tonalità, una più bianca ed una più calda. La fotocamera frontale è invece da 8 megapixel ed è sempre un modello SONY, l’IMX 268, sempre con apertura f/2.0.

Sempre in modo analogo all’ASUS Zenfone 3 con cui in effetti sembra condividere una buona parte dell’hardware è in grado di gestire file audio fino a 192 kHz e 24 bit di risoluzione, siamo nel campo dell’alta fedeltà ed è chiaro quindi che queste doti non sono per tanto per l’ascolto tramite gli speaker del telefono, perfettamente inutili per una tale qualità della sorgente, ma aprono la possibilità all’ascolto tramite ad esempio un ottimo paio di cuffie.

Xiaomi non fa mancare nemmeno il sensore d’impronta, posto in questo caso sul tasto frontale e non sul lato posteriore del telefono. Oltre agli immancabili accelerometri e giroscopi sono presenti anche un sensore ad infrarossi, un sensore di prossimità, uno di luminosità ed un sensore di Hall molto utili per chi desidera utilizzare le numerose app che permettono di monitorarne i valori ed utilizzare lo smartphone anche come “strumento di misura”.

A livello di connettività siamo a livelli molto buoni, sia per quanto riguarda il Bluetooth che supporta lo standard 4.2 cioè lo standard più elevato e con prestazioni maggiori attualmente disponibile, sia a livello di Wi-Fi con supporto degli standard 802.11b/g/n/a/ac e quindi in grado di trasmettere e ricevere dati ad alta velocità anche quando connesso in wireless.

Un telefono con queste caratteristiche hardware è sicuramente molto energivoro ed è bello sapere che si hanno a disposizione ben 4070 mAh di batteria, con sistema di ricarica che supporta anche il Qualcomm QuickCharge 3.0 per una ricarica molto rapida.

Come ultimo ma importante fattore parliamo del software. Lo Xiaomi Mi Note 2 utilizza un sistema operativo Android 6.0 abbinato ad un’interfaccia utente proprietaria chiamata MIUI 8. Questa è chiaramente impostata per il proprio mercato principale e per chi non fosse un po’ smaliziato potrebbe risultare un po’ più dura da digerire rispetto a quelle a cui siamo abituati. D’altronde viste le mire di espansione mostrate ultimamente dal produttore cinese, immaginiamo che con l’aumentare della propria presenza all’esterno del mercato nazionale Xiaomi porterà nuovi aggiornamenti, anche dedicati ad un pubblico più occidentale.

 

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